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sabato 28 ottobre 2023

RICORDI INTRUSIVI E FANTASIE RIPARATIVE

Noi possiamo  essere anche contenti dei ricordi della nostra vita, essenzialmente di quelli piacevoli. Anche se  possono portarci  a rimpianti e quindi  rivelano una componente depressiva. 

Ma ci sono anche altri aspetti che legano soprattutto i ricordi e le fantasie intrusive. Ad onta dei nostri tentativi, a meno di non avere un assetto di carattere rigidissimo, come gli ossessivi, siamo continuamente invasi da ricordi e fantasie derivate soprattutto di carattere persecutorio. Possiamo anche ricevere la visita di bei ricordi ma il troppo soffermarsi su questi può indurre quel sentimento della nostalgia che mi sembra che possa essere imparentato con tendenze depressive, sia pure condite con dolci gratificazioni. In ogni caso, mi sembra, i ricordi sono per lo più persecutori, aggressivi contro di noi stessi, colpevolizzanti, soprattutto relativi ai rapporti con altri. Qui, se non si riesce a sopprimerli subito quando si affacciano, si mette in movimento un meccanismo che i nostri cognitivisti chiamano counterfactual (io lo chiamerei più semplicemente :fantasie riparative retrospettive) e cioè modifico il ricordo persecutorio aggiungendo una fantasia nella quale capovolgo l’esito di quella situazione. Se qualcuno mi aggredisce e mi ricordo che l'ho subito passivamente, trasformo il tutto nella mia reazione che neutralizza l’aggressione ( e magari punisce anche il persecutore: un po’ di sadismo vendicativo non ci sta mai male…). Cioè è come una macchina del tempo, tipo film di fantascienza, con la quale torniamo indietro nel passato, per rimetterlo a posto. I cognitivisti affermano che il counterfactual rappresenta anche una specie di formazione, di addestramento, che ci dà gli strumenti per reagire se si presentassero analoghe situazioni (non necessariamente identiche).

Tuttavia, in termini più strettamente psicoanalitici, va presa in considerazione la continuità e ripetitività sia dei ricordi negativi sia delle reazioni immaginarie. Cioè il loro meccanismo è in costante attività. Questo può significare che la sua messa in movimento, nonchè  la "alimentazione" di tale attività,  affonda le radici in livelli psichici più profondi.

Possiamo ipotizzare, sempre all'interno dei paradigmi analitici, che l'insorgere continuo di fantasie spiacevoli sia funzionale alla presenza di componenti caratteriali di tipo autocolpevolizzante e addirittura masochistico (con tutta l'ambiguità di questo termine). Cioè io vengo punito per qualcosa che ho fatto o che ho immaginato di fare in un passato ormai censurato nella consapevolezza. Basti pensare all'esperienza negativa dei rimproveri, minacce, offese o addirittura messa in atto di punizioni (magari fisiche) nell'infanzia e aggiungerei anche nella fanciullezza, sia da parte di adulti che di coetanei. E proprio il ricordo o la fantasia di punizioni fisiche (sia pure lievi) possono essere l'accesso al fenomeno masochistico in quanto mix tra sofferenza e e stimolazione fisica eccitante.

Si tratta di un fenomeno altamente diffuso e d'altra parte, anche solo per scopi genitoriali educativi, sia pure blandi, in pratica universalmente o quasi, presente.

Da qui entrano in azione le misure difensive per evitare la sofferenza e anche la colpevolizzazione per l'attrazione erotizzata (il masochismo).

O si riescono ad utilizzare i meccanismi di negazione e di repressione appena le memorie persecutorie si presentano e si riesce a respingerle dalla consapevolezza oppure si ricorre alle fantasie riparative retrospettive( counterfactual) che cambiano la rappresentazione evocata superandone la sofferenza. Anche se l'utilizzazione di queste fantasie riparative danneggia la stima di  poiché  siamo consapevoli che la realtà è stata diversa.