Translate

martedì 31 ottobre 2023

GLI INTERLOCUTORI INTERNI DELLA PRODUZIONE LETTERARIA

 

Non esistono solo gli interlocutori esterni della produzione letteraria, ma anche quelli interni.

Tuttavia devo fare una premessa che non sarà ben accettata. Cioè la letteratura è, anche , una forma di comunicazione e quindi questo aspetto va considerato.

E’ chiaro che si tratta di una comunicazione non solo razionale ma con forti connotazioni emozionali (è quello che in genere si chiama “estetica” ?).Ma questo carattere, forse, è presente in tutte le comunicazioni, per il fatto che sono protagonisti esseri umani, anche se , ovviamente, tra altri esseri animati abbiamo forme di comunicazione con caratteri propri.

Ma tra gli esseri umani seguendo la concezione psicoanalitica, automaticamente prende forma il fenomeno del transfert, cioè della proiezione tra i vari soggetti di un ritorno emozionale alle proprie esperienze passate (soprattutto infantili).Tutto questo ha un peso nella comunicazione umana e , per quello che qui ci interessa, nei prodotti letterari.E non si tratta solo dello scenario sociologico reale nel quale è inserito questo tipo di attività: chi è l’autore, chi sono i fruitori, gli editori, i canali di distribuzione, i critici ecc..

C’è uno scenario interno, psicologico, che riguarda il dialogo interno, la confabulazione che ognuno fa continuamente su tutto e che acquista una specificità per un autore. Due elementi di base, in questa prospettiva: l’immagine di Sé nel ruolo di autore e il continuo giudizio sulla creazione della propria opera.

Sappiamo, altresì, che il dialogo interno può svolgersi o con se stessi o nella fantasia che ci siano altri interlocutori. In ambedue le situazioni che si sviluppano nella progressione della creazione e infine nel giudizio sull’opera definitiva, appare in gioco da un lato l’immagine di se stessi che può essere connotata, a seconda della struttura caratteriale dell’autore o in senso onnipotente maniacale (con l’apporto di gratificazioni narcisistiche), quindi con un compiacimento di sé stessi che si rispecchia nell’attribuita alta qualità di ciò che si è saputo creare, oppure con la preminenza di tendenze depressive che si concretizzano nella critica, a volte inesorabile, su quello che si sta facendo.

D’altro lato vi sono gli altri, sempre nella confabulazione interna che intervengono fantasticamente. E qui si ripete la dicotomia basata sulla fantasia, appunto onnipotente-maniacale, di essere lodati, ammirati, accettati, soprattutto dai protagonisti specifici, quali i lettori e i critici. Oppure questi interlocutori diventano avversari senza pietà che sostengono che l’opera ha uno scarso valore, con un’evidente preminenza delle tendenze depressive. Questa contrapposizione che vede una specie di quadrilatero nei quali i quattro termini , dialogo con se stesso e dialogo con altri, e euforia maniacale per la propria opera e , invece, svalutazione depressiva, accompagna tutto il lavoro letterario (come tante altre forme di atteggiamento umano).

Inoltre questi aspetti psicologici possono essere rafforzati dalla situazione reale relativa agli altri protagonisti, questa volta non fantasticati, ma concreti che riguardano l’accettazione dell’opera inizialmente e quindi il suo andamento sul “mercato”.


Nessun commento:

Posta un commento